PREFAZIONE di Mons. Domenico Sigalini

INDICE – PREFAZIONE di Mons. Domenico Sigalini  – INTRODUZIONECAPITOLO PRIMO 

 

Domenico Sigalini

Mons. Domenico Sigalini

PREFAZIONE

Lo Spirito Santo, l’amore incontenibile

di Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina febbraio 2008

 

Con tutta la semplicità di un racconto cadenzato su giornate intense e esaltanti e altre più quotidiane e comuni, si sviluppano i dialoghi tra la Povera Anima e la Voce, tra Madre Carolina Venturella e la Voce: Gesù; la Povera Anima che arde e brucia di estasi d’amore e la voce che si fa paterna e consolatoria, guida e forza, ribaltamento e pacificazione, rimprovero e approvazione.
Leggere i dialoghi serrati tra la Povera Anima e la Voce è una esperienza spirituale che bisogna augurare a tutti e questo prezioso libretto se ne fa strumento indispensabile. È come mettersi a leggere le lettere d’amore di due innamorati, di una creatura fragile, ma felice e il creatore tenero e forte, tra la sete e la sorgente, tra la povertà e la grandezza nell’amore. Il cantico dei cantici viene riscritto ancora per gli uomini d’oggi, per tutti quelli che credono che la vita non sia un circolo chiuso tra i nostri quattro interessi, ma aperta al dono ineffabile di Dio che si offre all’uomo come Spirito, forza, Avvocato, difensore, fuoco, pienezza.
La Voce irrompe come nuova creazione e la Povera Anima attende, accoglie, desidera, anela e non può resistere alla presenza intimissima dello Spirito. È amore puro che parla di gelosia, di segreti, di nascondimento, di fisicità, di abbraccio, di dono senza riserve: «O fuoco consumante, purificante, vivificante, eccoti la mia anima… sommergila, riscaldala, purificala, santificala, consumala»… «Quanto ora mi hai inebriato di te! Tu mi sommergi… Io ti adoro! Fa’ di me quello che vuoi».
Vorremmo anche noi provare l’estasi di questo amore, nei nostri scarsi tempi dedicati alla preghiera, nelle messe frettolose per non disturbare troppo la vita frenetica che viviamo. Vorremmo pure tendere maggiormente l’orecchio per percepire il sussurro di questa presenza divina d’amore, mentre siamo distratti dagli impegni, dalla ossessione dell’agenda, dalla programmazione senza intervalli. La Povera Anima si effonde in preghiere profonde e in espressioni tenerissime. Sono lode, ringraziamento, affidamento, tenerezza, abbandono, anche quando il rapporto d’amore non fila sempre liscio. Ci sono i momenti della attesa, del dubbio, della assenza, della sete rovente che aspira alla fonte che sembra inaridita e l’improvviso esplodere di una nuova presenza, di una nuova forza e di una nuova apertura al futuro di Dio. Il dialogo si sviluppa nei luoghi della vita, negli orari della preghiera, nei momenti della siesta. È la vita concreta che viene abitata e salvata, provocata a muoversi su nuovi orizzonti.
I dialoghi sono una traduzione fedele tramite pensieri e preghiere della verità del Vangelo, della ricchezza del patrimonio della sacra Scrittura. Qui il Vangelo è tradotto in tenerezze d’amore e decisioni di abbandono.
Viene poi l’ultima parte che chiede non solo la conversione, ma la proposta, l’Opera, la cappella, un luogo visibile di cui sempre hanno bisogno gli uomini per ricordarsi la preghiera, l’interiorità, il dono di sé a Dio. E infine la costruzione del tempio. È un tempio il corpo dell’uomo, è un tempio il creato, ma serve anche un segno grande che dica a tutti la grandezza dello Spirito Santo. «È necessario che tutto si compia perché si tratta della glorificazione dello Spirito Santo e della salvezza delle anime».
L’avventura non è ancora finita, quei dialoghi continuano oggi nella vita del mondo e della chiesa, dovunque ci sia la ricerca di un amore che non si lascia misurare da niente, ma che solo Dio regala a chi lo vuol accogliere.
Mons. Domenico Sigalini

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